Archives for posts with tag: Scuola Morante

Luca ci racconta le attività di febbraio con le scuole:

A febbraio sono riprese le attività nelle scuole, ma la neve e il gelo intenso hanno impedito di tornare agli orti per vedere cosa stava accadendo a semi e bulbi messi in terra a novembre.

I bambini certo erano un po’ dispiaciuti, ma il pensiero di non doversi congelare mani e piedi stando all’aperto li ha consolati quasi subito! E comunque non siamo rimasti con le mani in tasca a guardare la neve dalla finestra, ma abbiamo cominciato a seminare.

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Alcune piante infatti possono essere seminate in anticipo sfruttando il calore dei termosifoni, così da ottenerne alcune già ben cresciute al momento del trapianto nell’orto in marzo e aprile, quando il freddo sarà passato definitivamente: pomodori, cetrioli, prezzemolo, basilico, ma anche fiori come cappuccina, tagetes, cosmos, che sappiamo essere importanti per l’orto, quanto gli ortaggi propriamente detti, rendendolo più bello, più produttivo, più protetto dai parassiti.

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Le classi si sono perciò trasformate temporaneamente in serre, con i davanzali ricolmi di vasetti pieni di speranza. Con l’aiuto di qualche disegno alla lavagna e osservando i semi stessi che avevamo a disposizione, abbiamo spiegato cos’è un seme, mostrando quanto possono essere diversi, molto grandi come le fave, o piccolissimi come l’insalata, tondi e verdi come i piselli o allungati e marroni come il cosmos, o anche fatti a pennellino come il tagetes: forma, colore e dimensione ci permettono di distinguerli e di capire a quale pianta appartengono, ma soprattutto ci dicono quali sistemi di adattamento all’ambiente, quali sistemi di diffusione essi hanno sviluppato, come per esempio il seme del tagetes, che viene facilmente portato lontano dal vento, grazie ai peletti che ha sulla cima, che appunto lo fanno somigliare ad un pennellino!

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Esplorati i segreti che ogni seme racchiude, abbiamo cominciato ad allestire i semenzai: ogni alunno si è armato di vasetto che ha accuratamente riempito di terra prima di tornare al suo banco. Quindi Magda e Clara hanno distribuito ad ognuno un’etichetta da colorare e personalizzare su cui scrivere il nome della pianta seminata, così da evitare confusioni e non sbagliare al momento del trapianto.
Ricevuti i propri semini, ogni bambino ha scritto il nome, attaccato l’etichetta e seminato seguendo le nostre istruzioni: i semi più piccoli devono essere distribuiti in superficie quasi come sale su di una bistecca, mentre quelli più grossi vanno interrati ad una profondità pari circa a 2 volte il loro diametro.

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Cosa manca? L’acqua. Bisogna bagnare! Utilizzando alcune bottigliette di plastica sul cui tappo abbiamo fatto 3 piccoli buchi, possiamo innaffiare i nostri semini senza rischiare di allagarli o creare buchi profondi nel terreno, spostando i semi troppo in profondità o in superficie. La regola: bagnare poco, ma frequentemente, anche 2 volte al giorno.

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Nel mese di marzo torneremo a scuola per seminare direttamente nell’orto e trapiantare le piantine già pronte, e allora vedremo gli alunni che saranno stati più bravi e attenti a curare l’attesa e il desiderio della primavera!

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Su Flickr trovate l’album delle foto completo.

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The winner is....

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Vi ricordate della Lotteria del girasole?

“E cosa sarà mai quella specie di enorme doccia?? Un girasole gigante, ormai secco, con un grosso fiore carico di semi, è rimasto lì, a vegliare sugli orti, ma ora è tempo di tagliarlo e gettarlo nel compost, raccogliendo prima, tutti i semi che ci regaleranno decine di altri girasoli il prossimo anno. Quanti saranno i semi contenuti in un fiore di girasole? Proveremo a contarli, ma prima, tutti i bambini dovranno cercare di indovinare: 100, 3, 1387, 1000000, 3541, …? A gennaio scopriremo il fortunato vincitore della lotteria del girasole! Quale sarà il premio??”

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Ebbene il vincitore è Alessio P. della 4A!

The winner is....

Il numero esatto dei semi è 1874, Alessio è l’alunno che si è avvicinato di più stimando che il girasole contenesse 1984 semi!
La cosa curiosa è che Alessio non ha cercato di fare calcoli ma ha vinto scegliendo l’anno di nascita di una persona a lui cara!

Il suo premio è stato: una paletta miraorti, una piantina di fragola, un giacinto e un narciso!

Nel mese di novembre abbiamo ricominciato il lavoro nelle scuole elementari. Dopo il grande successo del primo anno con miraorti le classi sono raddoppiate. Per l’Istituto Comprensivo Salvemini quest’anno ci sono 7 classi in succursale (2 prime, 2 seconde, 2 terze, 1 quarta), 2 classi nelle sede (1 prima e 1 seconda) e tutti i bimbi della Scuola Materna Ventre. Da questo mese poi si aggiungerà anche l’Istituto Comprensivo Cairoli, ma del lavoro con questa scuola vi racconteremo più avanti.

Rispetto all’anno scorso, quando il lavoro di didattica era autofinanziato dal progetto, quest’anno c’è stato un contributo della Circoscrizione 10 che ha reso le cose più facili permettendo di coprire parte dei costi e di acquistare materiale per le scuole che resterà di loro proprietà in modo che potranno andare a lavorare nell’orto anche in nostra assenza.
Altra novità è che quest’anno a parlarci delle attività con le scuole non sarà più Marie, tornata ai suoi studi a Lione, ma Luca Riccati.

Luca ci racconta l’attività di novembre:

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Dopo un’intera estate passata tra vacanze, giochi, svaghi e forse compiti, i bambini sono ritornati a scuola. E gli orti? Gli orti che avevano coltivato fino a giugno sono rimasti lì, in attesa del loro ritorno, sopravvissuti grazie ai benevoli sforzi di qualche custode, bidella, maestra o genitore, che non hanno mai fatto mancare cure e acqua alle piante di pomodoro o zucchina, ai fiori di tagete o cappuccina.
Il cambio di stagione però, con i primi freddi, il diminuire delle ore di sole e le intense piogge, ha indotto le poche piante rimaste a smettere di crescere, concentrandosi nella produzione dei semi prima del lungo freddo inverno. Quando con i bambini ci si è recati a vedere i cassoni, abbiamo trovato molte piante secche, gli ultimi pomodori rimasti, ancora verdi, qualche sparuto fiore e soprattutto molti semi da raccogliere per la prossima primavera.

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Per prima cosa si sono guardate e riconosciute le piante: i peperoni, i pomodori, i tagete, le cappuccine, il basilico, qualche sopravvissuta insalatina e soprattutto fragole, piccole e resistenti, cresciute un po’ dappertutto e alcune con piccolissimi fruttini verdi, quasi pensassero, ingannate da un autunno insolitamente mite, di essere in vista dell’estate! E il prezzemolo, il timo, l’origano, molte piante aromatiche sono sopravvissute: le abbiamo annusate, riconosciute, e trapiantate nella zona centrale dei cassoni a loro destinata.

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Quindi si sono tolte tutte le piante morte o che avevano ormai finito di produrre, buttandole nel compost. Anche tutte le erbacce e le foglie secche in giro per il giardino sono state gettate nel cassone in cui presto maturerà terriccio fresco per le nuove piante degli orti.

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E cosa sarà mai quella specie di enorme doccia?? Un girasole gigante, ormai secco, con un grosso fiore carico di semi, è rimasto lì, a vegliare sugli orti, ma ora è tempo di tagliarlo e gettarlo nel compost, raccogliendo prima, tutti i semi che ci regaleranno decine di altri girasoli il prossimo anno. Quanti saranno i semi contenuti in un fiore di girasole? Proveremo a contarli, ma prima, tutti i bambini dovranno cercare di indovinare: 100, 3, 1387, 1000000, 3541, …? A gennaio scopriremo il fortunato vincitore della lotteria del girasole! Quale sarà il premio??

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Finita tutta la pulizia dalle piante si è passati al terreno, che doveva essere smosso e livellato, e per farlo ci si è aiutati con le palettine che i bambini amano tanto usare, anche se qualcuno pensava di doversi costruire una tana…!
Ricordando quello che si era detto in classe prima di uscire fuori, Stefano, Luca, Magda e Clara hanno distribuito i semi di fave e piselli, e i bulbi di cipolle e aglio e narciso: ricordate la differenza che c’è tra un seme e un bulbo? Come si pianta un bulbo? È bastato paragonare la base del bulbo a un sedere e la parte con il germoglio alla testa, e subito i bambini hanno capito che il bulbo deve essere messo con la testa all’insù!

Ora bisogna aspettare che il gelo arrivi, la neve cada, i semi e i bulbi riposino tranquilli e con i primi tepori primaverili tutto comincerà a spuntare e allora anche noi ricominceremo le attività all’orto.
Ci vediamo a febbraio!

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Su Flickr trovate l’album delle foto completo

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Foto ricordo di due majorettes felici di gustare l’ottimo succo di mela prodotto da miraorti alla Festa della diversità della Scuola Salvemini.

Venerdì scorso per la Festa della diversità alla Scuola Salvemini (Salvemini+Morante+Ventre) miraorti ha fatto il succo di mela biologico. 60 kg di mele tagliate in quarti, passate nella tramoggia e poi, una volta sminuzzate, passate nel torchio dove grazie alla forza meccanica, è stato ricavato il succo.

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In questi tempi di austerità economica gli insegnanti oltre a occuparsi della didattica si ingegnano a trovare fondi per le attività scolastiche. I genitori hanno portato bibite e torte per merende in vendita a 1 € e per l’occasione sono stati messi in vendita piccoli manufatti realizzati dagli alunni. Tra questi non potevano mancare i prodotti autunnali dell’orto scolastico.

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Il racconto di un anno di Miraorti dalla 5A 1

“Caro Stefano io ti voglio augurare un buon fine della scuola con noi e tutta la classe ti volevamo dire grazie di questa attività.” Mambuku

“Quest’anno abbiamo partecipato all’attività di Miraorti con 3 splendide persone. C’era Mari una ragazza francese, all’inizio non parlava benissimo l’italiano infatti diceva fragolaa, bananaa ecc all’ungando sempre la lettera finale e adesso ha quasi imparato tutto. Poi c’era Stefano un ragazzo con l’orto nel sangue, parla con l’R moscia ed è un ragazzo simpaticissimo con tanta parlantina. ” Luca

“I nostri maestri si chiamavano: Mary, Stefano, Isabella, che poi alla fine sono anche loro dei contadini.” Francesco

“I Miraorti sono delle persone che girano nelle scuole per far degli orti.” Davide Car.

“Stefano è un ragazzo abbastanza giovane secondo me ed è molto tranquillo intelligente e anche abbastanza ridacchione. [...] Non è stato solo Stefano ad accompagnarci in questa avventura ci ha accompagnato pure Mari una ragazza che faceva ridere e veniva della Francia, già che ci penso pure Stefano viene della Francia, Marii veniva a fare foto e pure lei ci spiegava a cosa servivano, cos’erano, e come si piantavano, poi c’era pure Isabella che però non è venuta tutto l’anno ma meno volte e lei che ci ha aiutati, come Stefano e Marii.” Bleon

“La persona che mi è piaciuto di più è Mari, perchè era francese, simpatica e anche un pò buffa.” Hiba

“Descrivo Stefano. Stefano è un ragazzo alto con la barba con una zappa in mano capelli corti scarpe da giardiniere pantaloni lunghi e maglia ha maniche lunghe” Davide Cam.

“All’inizio dell’attività abbiamo organizzato il posto delle casse costruendole in cartone. Poi hanno portato delle casse di legno e l’hanno posizionate fuori nel nostro cortile.” Giovanni

Il racconto di un anno di Miraorti dalla 5A 2

“[...] poi siamo andati a fare l’orto in strada del Drosso prima c’era sporcizia grande e noi e loro tre siamo andati tanti giorni cosi adesso e bel pulito.” Serena

“Eravamo usciti ma non stavamo andando all’orto in cortile ma da un’altra parte, quando eravamo arrivati mi ero detto quando l’avevamo fatto, e poi mi ero ricordato che non c’era la settimana precedente, e così mi ero messo al lavoro, di nascosto io, Mary e Zouhair avevamo piantato delle rose, e insieme agli altri avevamo piantato piselli, insalata, fave, cappuccine e spinaci.” Davide Car.

“Stefano uno che ci ha aiutato a riconoscere molti tipi di fiori come l’iris, il tulipano ecc.[...] Poi ci ha aiutato a piantare gli spinaci, l’iris, le fragole che Carnicella odiava perchè era allergico. ” Bleon

“Abbiamo lavorato duro per fare crescere delle piante graziose e poi non parliamo dei fiori spettacolari vicino agli orti.” Giovanni

“Dopo un mese abbiamo visto l’orto messo apposto e c’erano molti fiori, patate ecc… quando siamo andati nel cortile della scuola c’erano dei compost, c’erano fave, spinaci, patate, basilico, pomodori, insalata e zucche e le fragole.” Reheb

“Abbiamo piantato: fave, zucchine, fragole, ravanelli, spinaci, patate, prezzemolo, basilico, cappuccine, insalata, iris e tulipani. Abbiamo fatto due orti, uno a scuola e uno in strada del Drosso.” Zouhair

“Io prima pensavo che bastava scavare metterci il seme e rimetterci la terra invece devi piantare 3 volte sotto il suolo la grandezza del seme. Invece quelli proprio piccoli si possono piantare senza misure basta che siano lontani l’uno dall’altro.” Giulia

“Quasi tutte le volte che siamo andati agli orti comunali faceva caldo, anzi, caldissimo.” Silvia

“All’inizio, pensavo che questo progetto era un gioco per far divertire i bambini, ma poi ho capito che questo progetto serve per legare le persone fin da giovani alla natura, e, di non mettere tantissimo antiparassitario nelle piante per farle sembrare più belle. Le piante, in verità, devono essere belle dentro e non fuori.” Ambra

“La cosa bella di avere un orto, non è di non pagare la frutta e la verdura perchè non la compri, ma è la soddisfazione di quando è pronta per essere raccolta. E’ una soddisfazione immensa.” Ambra

“Mi ricordo di quelle volte che Stefano mi ha spiegato che le api non fanno del male e che servono al ciclo della natura infatti adesso ho meno paura ma proprio di poco mi è passata questa paura.” Giulia

“L’orto è diventato come un amico, infatti lo è.” Hiba

“Grazie all’esperienza “Miraorti” ho imparato la coltivazione della terra, ma sopratutto di non avere più schifo di mettere le mani dentro la terra bagnata.” Hiba

“Io grazie a questa esperienza ho anche imparato a stare all’aperto con gli altri.” Francesco

“Con questa attività ho imparato a piantare, annaffiare a far crescere tutte le piante. Sul biglietto dietro quando prendi i semi c’è scritto la distanza in cui devi piantarli, quando crescono e anche quante volte al giorno, al mese, all’anno annaffiare.” Davide Car.

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“Commenti: be Stefano direi il miglior zappatore e ortolano che incontrato, Isabella esperta di piante, Mary sa come coltivare tutto, e fotografare.” Simone

“Commenti: Stefano era bravo ad annaffiare e a zappare ma non a dire Zouhair e diceva Zuig, Isabella era esperta di piante e Mary che era la fotografa dell’orto” Davide Car.

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Ispirati dal magnifico libro Rose nell’insalata di Bruno Munari, abbiamo fatto un laboratorio di pittura durante le feste di fine anno dell’orto scolastico. Queste le impronte realizzate dalle scuole elementari.

Su Flickr trovate l’album completo delle empreintes (impronte).

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