Ecco le foto di ieri, domenica 4 marzo, giornata di spaventapasseri, the, biscotti, visite negli orti e pasta madre agli orti regolamentati di Strada Castello di Mirafiori.
Un ringraziamento speciale va ad Enrico Sabatino, ortolano a cui sono stati commissionati i biscotti. Enrico prima di migrare a Torino era pasticciere in Sicilia, ha abbandonato paese e professione per venire a lavorare in FIAT negli anni ’60. Attivissimo novantenne ha ripreso il grembiule ed è tornato alla sac à poche per preparare al Kitchen Club* gli ottimi biscotti che abbiamo gustato ieri.
All’evento hanno partecipato anche la Comunità del Cibo Pasta Madre che hanno portato da assaggiare del pane fatto con la pasta madre, distribuito pasta madre per farsi il pane in casa e dispensato con entusiasmo e generosità consigli e ricette.
*Il Kitchen Club è un locale della Cooperativa Biloba (promotrice del progetto Miraorti) provvisto di cucina professionale e una grande sala da pranzo che si può affittare per pranzi, cene, feste, corsi e laboratori. Il Kitchen Club è anche messo a disposizione del Signor Sabatino per appoggiarlo nel dar libero sfogo alle sue sviluppate doti culinarie.
La Provincia di Torino, nell’ambito delle azioni di recupero delle aree degradate previste dal Contratto di Fiume del torrente Sangone, ha creato una convenzione insieme ai Vigili del Fuoco per la bonifica del Sangone. Dal 2010 sono stati eseguiti 8 interventi che hanno coinvolto oltre 100 unità per un totale di circa 150 tonnellate di rifiuti rimossi.
Bisogna premettere che i continui tagli di fondi hanno limitato, e in certi casi soppresso, le esercitazioni utili a mantenere il dispositivo di emergenza dei Vigili del Fuoco in funzione, attività importantissime, propedeutiche all’uso di mezzi pesanti in situazioni di emergenza.
La bonifica del Sangone è stata così l’occasione per rispondere a due esigenze. Le risorse provinciali sono servite ad effettuare la pulizia delle sponde ad un costo molto ridotto (1/10 del valore di mercato, un rimborso spese destinato alla manutenzione ordinaria dei mezzi) e in più è stato impiegato del personale che ha svolto attività di addestramento sul dissesto idrogeologico, di capitale importanza per intervenire con efficacia in casi di alluvioni, frane e terremoti.
Per la bonifica delle sponde del Sangone dagli orti urbani che si trovano in zona a rischio di esondazione, questa pratica, sperimentata con successo, è un esempio mirabile di sussidiarietà tra le istituzioni e di utilizzo ottimale di fondi pubblici.
Bravi tutti!
Qui trovate il pdf presentato da Silvio Saffioti del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Torino in occasione dell’Assemblea di Bacino del Contratto di Fiume del torrente Sangone tenutasi il 20 dicembre 2011 ad Orbassano.
Gli orti lungo le sponde: un grave problema ecologico
Collage foto materiali in alveo
Foto scattate ad aprile 2011, prima dell’alluvione. In situazione normale ecco cosa si può trovare lungo le sponde. Questo è il risultato delle esondazioni passate che hanno portato via e disperso tutto ciò che si trovava lungo le sponde. La causa sono in buona parte gli orti -di cui sono riconoscibili frammenti di materiali comunemente usati- e in parte le discariche abusive.
Gli orti lungo le sponde vanno ricollocati
Per motivi di ordine ecologico legati alla dispersione di materiali inquinanti in alveo, sia per la forte riduzione della funzionalità ecologica dovuta alla mancanza di fasce boschive perifluviali sufficientemente ampie.
Precisazione: quando nella mappa del Parco Agricolo del Sangone si parla di orti urbani istituzionalizzati, tra questi non sono inclusi gli orti lungo le sponde. L’ipotesi che gli orti urbani grazie ad una riqualificazione dal basso possano essere trasformati e regolarizzati è valida solo per gli orti che si trovano sulle parti pianeggianti. Gli orti in alveo e lungo le sponde vanno eliminati, ripulendo l’area da tutti i materiali non biodegredabili e ricollocando gli ortolani in nuovi orti nella parte alta, non a rischio di esondazione.
A inizio novembre c’è stata la grande alluvione che ha scosso tutta l’Italia, riportando a onor di cronaca i gravi problemi di rischio idrogeologico della penisola e la totale inadeguatezza italiana nel fare politiche capaci di affrontarli. Tutti i fiumi e i torrenti del Piemonte sono esondati, compreso il Sangone lungo il quale, nel tratto urbano, ci sono molti orti in alveo. Gli orti, nel tratto di Mirafiori, occupano tutta le sponda sinistra del Sangone. Le sponde sono state colonizzate mediante complessi sistemi di terrazzamenti sino ad arrivare alla parte pianeggiante del letto del torrente dove gli orti arrivano sino a pochi metri dall’acqua.
Gli orti lungo le sponde: un grave problema ecologico
Per coltivare sono state disboscate le sponde. La mancanza di fasce boschive lungo i corsi d’acqua ha due gravi conseguenze: la prima è che non c’è vegetazione fluviale a svolgere l’importantissima funzione di depurazione delle acque, la seconda è che non c’è nessun ostacolo capace di rallentare il corso d’acqua in caso di piena, senza contare che la terra lavorata, priva di coperto vegetale, si trova ad essere in caso di alluvione molto più esposta all’erosione.
Prima
Dopo
Materiali impropri
Come si evince dai post: cosa può contenere un orto 1 e cosa può contenere un orto 2, gli orti sono spesso ricettacolo di materiali non biodegradabili e spesso altamente inquinanti, come il fibrocemento e il PVC. In caso di piena ogni oggetto viene portato via dall’acqua, frantumandosi e disseminandosi lungo le sponde e sul letto del fiume.
Su Flickr trovate l’album completo
La lista del post precedente si rifà al materiale che è stato rimosso dall’orto di Elvira nei mesi di ottobre, novembre e dicembre. I lavori di bonifica sono cominciati ad ottobre, subito dopo la vendemmia, e si sono protratti sino a qualche settimana fa con l’aiuto di un autunno e di un inverno caldi e con poche piogge (fatto salvo l’alluvione). Queste sono state le fasi di lavoro:
-pulizia dalla vegetazione ingombrante che aveva invaso l’orto
-smontaggio delle strutture delle serre ormai pericolanti
-pulizia progressiva, dalla parte bassa alla parte alta, di tutti i materiali non compatibili con l’orto
-smontaggio dei capanni
capanno numero 1
capanno numero 2
-stoccaggio dei materiali, divisi per categoria: ferro, legno, plastica, pvc e ingombranti di vario genere
-conferimento nell’Eco-centro dei rifiuti
Parte del materiale è stato conservato, come le lamiere per l’eventuale costruzione di un nuovo capanno o i tondini di ferro utili per realizzare delle strutture. Abbiamo recuperato gli attrezzi da giardino che abbiamo ripulito e provvisto di manici nuovi, abbiamo conservato le fasce di gomma da usare come tiranti di supporto per le piante rampicanti.
Il legno è stato tagliato e conservato per fare il barbecue.
Il ferro (circa 5 quintali) è stato portato via da Fiorino, un signore romeno con cui abbiamo simpatizzato, anche lui ortolano oltre che giardiniere delle enormi aiuole condominiali che circondano i palazzi di Mirafiori sud.
Erbacce e canne sono state accumulate nell’angolo del compost.
La bonifica l’ha fatta miraorti, ora provvederemo ad altri piccoli aggiustamenti per rendere l’orto più appetibile e poi l’orto verrà suddiviso e assegnato a cittadini che lo coltiveranno insieme alla signora Elvira.
Le prossime tappe saranno:
-la potatura della vite e degli alberi da frutto
-la preparazione del terreno
-la realizzazione di un nuovo capanno
E poi con l’inizio della primavera il nuovo modello di gestione avrà inizio con tutti i nuovi soggetti.
In primavera, in occasione della prima smielatura, ci sarà la festa di inaugurazione aperta a tutti!
Su Flickr trovate l’album delle foto completo