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Con la fine della borsa di studio di Stefano Olivari (Master dei Talenti della Società Civile) che si è conclusa a dicembre, non ci sarà più una persona a lavorare a tempo pieno sul progetto. Ma non allarmatevi. Miraorti non finisce, si trasforma. Ed è giusto così, poiché si tratta di un progetto di accompagnamento alle trasformazioni e, come tale, deve avere una durata limitata nel tempo.

Forse chi ci segue da poco un po’ si stupirà, ed quindi utile ribadire che miraorti (nonostante tutte le attività sul campo come gli orti, gli eventi e le attività didattiche) è un progetto di ricerca: un percorso di progettazione partecipata di sostegno alle amministrazioni che, fin dalle origini, si è servito del lavoro sul campo per entrare nel vivo della materia.

Dopo più di due anni di lavoro, il progetto miraorti ha raggiunto gli obiettivi prefissi e anche molti di inattesi. È giunto il momento di presentare i risultati di tutto il lavoro svolto finora. E questo lo faremo attraverso un bellissimo sito che sarà on-line tra pochi giorni. Il blog non ci sarà più, ma nel sito troverete tutto il materiale pubblicato sino a questo momento.

Le attività sul campo non finiranno, gli orti continueranno ad esserci così come i percorsi didattici nelle scuole che di anno in anno si sono ampliati coinvolgendo un numero sempre più grande di bambini e diffondendosi anche al di fuori di Mirafiori. Così come continueremo con gli eventi agli orti regolamentati, al Parco Dora e alle fiere per promuovere le tematiche legate all’agricoltura urbana.

Ma come accennavamo all’inizio, miraorti non finisce, entra in una nuova fase, che non è più quella di capire cosa fare (1° anno) e come farlo (2° anno), ma è quella di federare tutti i soggetti affinché il Parco Agricolo del Sangone prenda man mano forma, che gli orti spontanei vengano conservati e riqualificati con intelligenza e che alla città venga restituita un’estesa area verde dal grande valore paesaggistico. Per questo motivo si sono ipotizzati diversi scenari di riqualificazione incentrati sull’agricoltura civica (produzione agricola che coinvolge attivamente i cittadini), che prevedono la com-partecipazione del soggetto pubblico e privato.

Siamo molto contenti perché quando il progetto è cominciato si sentiva il cambiamento nell’aria ed oggi, a due anni di distanza, la città di Torino con il progetto Tocc sta predisponendo tutti gli strumenti necessari perché questi scenari possano realizzarsi.

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