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Territorializzazione ecologica

Territorializzazione ecologica

L’analisi ecologica è una prospettiva sociologica che organizza i dati sulla distribuzione spaziale dei fenomeni sociali*. Le sue unità di analisi sono aree delimitate da confini (amministrativi, geografici o culturali) nelle quali risiedono esseri umani. L’assunzione è che ogni area abbia differenze rilevanti in termini di organizzazione e che queste rispondano ad una particolare spinta all’adattamento. La società è equiparata ad una specie od una popolazione che si adatta ad un ambiente, fatto di eventi naturali attraverso un’organizzazione interna.

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Una lettura del fenomeno orticolo dunque vedrebbe giungere, dagli anni ’50 in avanti, individui capaci di sfruttare il territorio urbano in maniera differente, più creativa, rispetto a come era stato, in maniera miope, immaginato, durante la “riterritorializzazione cementizia” della periferia e non solo.

L’organizzazione interna secondo la prospettiva ecologica si basa su potenti fattori di aggregazione che l’uomo condivide con gli animali (forza, sangue, gioco) che danno luogo a diversi principi d’ordine, ma anche di quello che Park definiva l’“ordine culturale”, la cultura intesa come specifica modalità umana di elaborare strumenti di adattamento all’ambiente.

Quello che la sociologia ecologica ha notato è come vengano a crearsi unità territoriali omogenee dal punto di vista culturale o normativo, dette “aree naturali”. La Scuola di Chicago parlava di “subculture territorialmente definite” e di conseguenza tentava di definire la cosiddetta “competizione intraspecie ed interspecie”, ossia la concorrenza per accaparrarsi le risorse presenti sul territorio**.

Questo è certamente una parte dell’interpretazione che si può offrire al fenomeno degli orti spontanei, considerando gli attori come una “specie” appartenente ad una cultura contadina tradizionale che si ritrova in città a fare i conti con risorse limitate in spazi maggiormente settoriali e circoscritti e ad interfacciarsi con quella che è vissuta come un’organizzazione altra: l’amministrazione locale, che disegna confini sempre più stretti e precisi regolarizzando un uso degli spazi vincolato da eccessive prescrizioni. Quella che avviene con le istituzioni locali non pare però una competizione al pari di quella che fra i singoli avviene per l’appropriazione di uno spazio: spesso è una forma di commensalismo (entrambi guadagnano)***, lettura opportuna in quanto l’orto spontaneo viene a situarsi laddove lo spazio è residuale, abbandonato dall’amministrazione, deregolarizzato, non adibito ad alcuna funzione, divenendo così una zona controllata socialmente perché vissuta quotidianamente e non destinabile a scopi non auspicabili quali quello più caratteristico di discarica abusiva; d’altra parte ovviamente ne guadagna l’ortolano che ottiene terra da coltivare e da poter gestire in autonomia.

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Nell’ottica di “territorio come competenza”, l’orto spontaneo risulta invece meglio rappresentabile come una forma di parassitismo (danno per uno dei due), perché destina in maniera illegittima il suolo a chi non ne detiene il diritto e perché sfrutta una risorsa pubblica che potrebbe essere impiegata nel futuro per un uso comune.

* R. Strassoldo, Ecologia, in F. Demarchi, A. Ellena, B. Cattarinussi (a cura di), Nuovo dizionario di sociologia, Paoline, Milano, 1987, p. 726-735
** G. Osti, Sociologia del territorio, Il Mulino, Bologna, 2010, p.15-16
*** P. Guidicini, Nuovo manuale per le ricerche sul territorio, Angeli, Milano, 1998, p.32

Matteo Baldo

Baldo M., La città nell’orto. Analisi esplorativa degli orti urbani di Mirafiori sud per un progetto di riqualificazione “dal basso”., Tesi II livello, Facoltà di Scienze Politiche, Corso di Sociologia, relatore Dansero E., Università degli Studi di Torino, 2012.

Questo post segue da:
Tesi di Matteo Baldo / introduzione

Orti nella storia / 1 (Matteo Baldo)
Orti nella storia / 2 (Matteo Baldo)
Cos’è un orto (Matteo Baldo)
La città diffusa (Matteo Baldo)
Territorializzazione (Matteo Baldo)
Reificazione (Matteo Baldo)
Denominazione (Matteo Baldo)
Strutturazione (Matteo Baldo)

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