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Gli orti lungo le sponde: un grave problema ecologico

Collage foto materiali in alveo

Materiali in alveo del Sangone 15 Materiali in alveo del Sangone 14 Materiali in alveo del Sangone 13 Materiali in alveo del Sangone 12 Materiali in alveo del Sangone 11 Materiali in alveo del Sangone 5 Materiali in alveo del Sangone 4 Materiali in alveo del Sangone 10 Materiali in alveo del Sangone 9 Materiali in alveo del Sangone 8 Materiali in alveo del Sangone 7 Materiali in alveo del Sangone Materiali in alveo del Sangone 1 Materiali in alveo del Sangone 2 Materiali in alveo del Sangone 3 Materiali in alveo del Sangone 6

Foto scattate ad aprile 2011, prima dell’alluvione. In situazione normale ecco cosa si può trovare lungo le sponde. Questo è il risultato delle esondazioni passate che hanno portato via e disperso tutto ciò che si trovava lungo le sponde. La causa sono in buona parte gli orti -di cui sono riconoscibili frammenti di materiali comunemente usati- e in parte le discariche abusive.

Gli orti lungo le sponde vanno ricollocati

Per motivi di ordine ecologico legati alla dispersione di materiali inquinanti in alveo, sia per la forte riduzione della funzionalità ecologica dovuta alla mancanza di fasce boschive perifluviali sufficientemente ampie.
Precisazione: quando nella mappa del Parco Agricolo del Sangone si parla di orti urbani istituzionalizzati, tra questi non sono inclusi gli orti lungo le sponde. L’ipotesi che gli orti urbani grazie ad una riqualificazione dal basso possano essere trasformati e regolarizzati è valida solo per gli orti che si trovano sulle parti pianeggianti. Gli orti in alveo e lungo le sponde vanno eliminati, ripulendo l’area da tutti i materiali non biodegredabili e ricollocando gli ortolani in nuovi orti nella parte alta, non a rischio di esondazione.

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