32

Incontro con Federica Larcher

La scorsa settimana abbiamo incontrato Federica Larcher, ricercatore alla Facoltà di Agraria di Torino nel Dipartimento di Agronomia, Selvicoltura e Gestione del Territorio dove si occupa di paesaggio agrario, ecologia del paesaggio, pianificazione e valorizzazione ecologica del territorio. 
Riportiamo qui alcune brevi indicazioni di metodologia emerse durante l’incontro.

Incontro con Federica Larcher

Le ipotesi per la valorizzazione delle aree agricole periurbane possono essere molteplici: ad esempio frutteti, prati stabili, seminativi, produzione orticola, o agricoltura combinata con la produzione di energia e l’allevamento. Bisogna considerare che le aziende in primo luogo devono avere un bilancio attivo, ma, avendo ben chiaro questo punto, è pur vero che in aree di questo tipo, metropolitane, la multifunzionalità e la fruizione sono punti altrettanto importanti. Sarebbe interessante ipotizzare un modello di funzionamento che combini produzione di beni e servizi remunerativi con altri che apparentemente non lo sono (non lo sono perché difficilmente quantificabili). È oggi importante prendere in conto il medio e il lungo periodo e pensare all’agricoltura non solo come attività capace di produrre alimenti ma anche come attività capace di conservare e valorizzare il paesaggio e gli ecosistemi intesi come bene comune.

Ad esempio per quanto riguarda singoli prati relitti in contesti periurbani, se convertiti in prati stabili -soluzione che permetterebbe più usi (fruizione, pascolo, produzione di foraggio)- non riuscirebbero ad essere remunerativi; ma se adeguatamente valorizzati per le loro valenze ecologiche, ambientali e paesaggistiche costituirebbero invece una vantaggiosa alternativa. Più pragmaticamente, inoltre, per mettere in atto una riqualificazione di questo tipo, ci sono anche finanziamenti europei destinati allo sviluppo rurale, a favore della mitigazione ambientale e paesaggistica. Azioni come la conversione delle colture in prati stabili o la messa a riposo per cicli durevoli, il ripristino e la creazione di fasce inerbite lungo i canali, la creazione di siepi e filari sono finanziati dall’UE a chi ne fa domanda.

Uno degli aspetti più interessanti emersi dall’incontro sono i servizi ecosistemici, un nuovo approccio per valutare le risorse di un territorio nato con l’intento di mettere in connessione il mondo amministrativo, il mondo economico e il mondo ecologico. Dimostrare che certe attività sono capaci di migliorare la qualità delle acque, del suolo e dell’aria o di produrre benefici sociali; cercare di quantificare i servizi ecostistemici che attività non direttamente remunerative sono capaci produrre su una certa area: solo in questo modo è possibile fare un reale bilancio del beneficio per la collettività, cosa ancor più vera quando si parla di aree metropolitane ad alta densità abitativa come quella in questione.

Qui trovate un link sui beni e servizi ecosistemici

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *