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Risultati questionario miraorti

Continua la serie di post sui risultati raggiunti con alcuni estratti dal report scientifico: il questionario.

Dopo i primi mesi di ricerca si è sentita la necessità di misurare l’interesse dei cittadini torinesi verso la coltivazione urbana, per capire se si trattasse di un’esigenza sentita e verso quali forme di coltivazione urbana la società attuale fosse più propensa. Con la supervisione di Luca Davico, professore di Sociologia dell’Ambiente e del Territorio al Politecnico di Torino, sono stati redatti dei questionari rivolti ai cittadini di Torino e della prima cintura.

La campagna dei questionari 8

Campione

Sono stati raccolti 350 questionari, 298 individui residenti nel Comune di Torino e 52 residenti nella prima cintura torinese. La provenienza per circoscrizione è molto variabile, le circoscrizioni maggiormente rappresentate sono la 10 (23%), la 8 (17%) e la 3 (15%). Il 50% del campione è costituito da donne e il 50% da uomini.
La fascia di età più rappresentata è quella che va dai 30 ai 45 anni (38%), un terzo del campione ha un’età compresa tra i 18 e i 30 anni (32%) a seguire ci sono le persone con un età compresa tra i 46 e i 60 anni (18%) e in ultimo le persone con più di 60 anni (12%)

Sintesi dei risultati raccolti

La domanda

A differenza di quanto prevedano i bandi di assegnazione degli orti urbani, il questionario mette in luce come ad ambire ad avere un orto non siano solo gli anziani indigenti ma una parte della cittadinanza ben più consistente e diversificata. Il desiderio di avere un orto dove coltivare è sentito dai ¾ delle persone che attualmente non coltivano, in particolar modo dai giovani tra i 18 e i 30 anni (85%), dalle persone tra i 30 e i 45 anni (76%), dalle quelle tra i 46 e i 60 anni (72%) e in ultimo dalle persone con più di 61 anni (70%). Stilando una classifica i più interessati ad avere un orto sono proprio quelle persone preventivamente escluse dal bando mentre gli anziani, i presunti destinatari, pur se per pochi punti di percentuale, sono i meno interessati.

La tipologia di orti

Altro dato importante riguarda le tipologie degli orti: allo stato attuale la Città di Torino realizza come orti regolamentati unicamente orti individuali ad uso esclusivo di un assegnatario e della sua famiglia. Questo tipo di orto ha ricevuto invece solo il 32% delle preferenze del campione, mentre il restante è più propenso a forme di coltivazione che prevedano una maggiore condivisione degli spazi e in alcuni casi del raccolto. Forme intermedie di condivisione, quali gli orti semicollettivi (aiuola individuale in un orto collettivo) o gli orti che prevedono una parte ad uso esclusiva ed una parte condivisa, hanno ricevuto maggiori preferenze: 43% del totale. Gli orti condivisi in cui si coltiva insieme e si divide il raccolto hanno avuto il 25% delle preferenze, in particolare tra i giovani. Questi dati mostrano quanto sia varia la richiesta nelle tipologie, negli usi e nelle funzioni, e quanto l’aspetto sociale e la condivisione siano avvertite come essenziali nell’orto, al pari della coltivazione. Rilevano anche come il modello dell’orto individuale, inteso come spazio destinato unicamente alla produzione di ortaggi, sia oggi in forte declino. Questa tendenza è affiancata da una propensione ad occuparsi personalmente della cura degli spazi comuni e a partecipare alle attività collettive.

Funzioni

Secondo i cittadini intervistati gli orti e le aree annesse dovrebbero essere spazi polifunzionali che accolgono attività di vario genere: di tipo ricreativo, culturale e didattico, feste e pasti in comune, lezioni di giardinaggio e di cucina, e attività didattiche per i bambini. Gli spazi degli orti dovrebbero inoltre essere dotati di spazi comuni come prati, giochi per i bambini, una cucina collettiva, barbecue, capanno per gli attrezzi da usare in comune, elementi che favoriscano la socializzazione e pratiche aggregative.
Altro dato nuovo è l’interesse all’ecosostenibilità: la maggioranza desidera coltivare biologico, si dice interessata ad evitare sprechi d’acqua e a fare il compost.

Canone

Rispetto al canone, la cifra media che il campione ha indicato per un orto di 100 mq è di 40€ mensili. Considerando anche solo la cifra più bassa indicata, 15€, dalle persone sopra i 61 anni, gli orti regolamentati di strada Castello di Mirafiori, ad esempio, potrebbero avere un’entrata annuale di 18.000€ anziché di 2.500€, cosa che permetterebbe di avere una gestione economica autosufficiente senza pesare sulla collettività e di poter investire nel miglioramento delle condizioni socio-ambientali degli orti.

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