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“Coltivare il campo di indagine”

Elisabeth Pasquier, Cultiver son jardin, Chroniques des jardins de la Fournillère 1992-2000, Parigi, L’Harmattan, 2001.

Cultiver son jardin

Nella bibliografia di miraorti questo libro ha davvero un posto speciale per via dei punti in comuni che legano questa esperienza francese a quella di Mirafiori. Il libro testimonia un percorso di ricerca durato 9 anni, cominciato quando Elisabeth Pasquier, sociologa, decise di uscire dai quartieri di case popolari per ampliare il campo d’indagine della sua ricerca sui principi positivi d’identità sociale. Comincia la sua ricerca sugli orti spontanei e viene subito intercettata dal Verde Pubblico della città di Nantes che le affida l’incarico di accompagnare il delicato passaggio per gli orti della Fournillère da spontanei a istituzionalizzati. Nonostante il ruolo ufficiale datogli dall’amministrazione comunale, che lei accetterà solo in parte, manterrà in tutta la vicenda un ruolo rigorosamente autonomo, non esitando a farsi portavoce delle istanze degli ortolani o a criticare ferocemente la tendenza omologatrice e banalizzante a cui devono adeguarsi le trasformazioni conformi al regolamento comunale.

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L’aspetto straordinario di questo percorso è che la sociologa prenderà in gestione un orto, prima abusivo e poi istituzionalizzato, come mezzo per condurre la ricerca. Scegliendo l’osservazione partecipante come metodo che le consentirà di “vivere come soggetto sociale la materia stessa della ricerca” in un momento di transizione tra un funzionamento comunitario fondato sulla parola e il clientelarismo e un funzionamento trasparente e regolamentato imposto dal comune.

“Senza che le cose fossero mai totalmente esplicite, al di là dei termini della richiesta operazionale, una delle missioni era quella di immaginare qualcosa di nuovo, una sorta di alternativa al ritorno della città […] giocare con l’idea di una democrazia ludica. Ci si aspettava che la Fournillère diventasse un territorio che riveli un altro funzionamento nella dinamica del cambiamento urbano, dove la gerarchia tra governanti e abitanti sia rimessa in causa a vantaggio di un aggiustamento continuo tra problematiche e una sorta di “bricolage” istituzionale.”

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Indice:
-prologo
-scrivere, coltivare
Territorio sospeso
-ritratti degli ortolani
-la fine dell’occupazione
-primo epilogo
Il ritorno della città
-diario dell’installazione ufficiale
-il periodo del cantiere e dei capi autodesignati
-direzione… trasformazione
-secondo epilogo

-bibliografia

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Le immagini qui presentate sono state scattate questa estate alla Fournillère. L’orto raffigurato è quello coltivato da Elisabeth Pasquier dal 1992 al 2001, ora assegnato ad un nuovo ortolano che molto gentilmente mi ha invitato nel suo orto per una visita guidata completa. Il capanno, differente rispetto a tutti gli altri, è un prototipo realizzato dall’Università di Architettura di Nantes con la partecipazione della sociologa. Il modello non fu però ritenuto dal verde pubblico.

Qui trovate informazioni sui parc-potager a Nantes, e sulla Fournillère. Su Flickr trovate l’album completo delle foto.

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