autunno

Aspettando l’autunno

Ma quando arriva la stagione fredda!?! Non che io voglia dare le api in pasto alle intemperie ma, povere api, escono dall’arnia convinte di trovare grandi quantità di fiori e tornano al nido con la sacca melaria pressochè vuota. Nel frattempo, camminando tra i vialetti degli orti urbani, sono riuscito ad individuare i siti di bottinamento delle api. Per adesso le api, insieme a bombi e vespe, raccolgono nettare e polline dai fiori di tapinambur, le classiche margherite gialle che si trovano sui cigli delle strade. Inoltre è noto che in questo periodo fiorisce l’edera, fondamentale nutrimento di sostegno per le api in quanto è l’ultima fioritura d’interesse apistico. Peccato che non siano presenti ciliegi che a quanto pare stanno fiorendo per la seconda volta in questo inizio autunno eccezionalmente caldo. Insomma, l’estate prolungata mette in allarme coloro i quali devono fare i conti con madre natura, ormai acciaccata dai suoi figliocci minori.

Le api hanno bisogno di enormi quantità di nettare quando la temperatura è elevata. Di fatti, il nettare delle api è come il sangue per il corpo umano. Ovvero, esso serve non solo per produrre nutrimento come il miele. Il nettare è il combustibile dell’intero superorganismo: viene utilizzato come energia per stabilizzare la temperatura interna dell’alveare che deve essere costantemente sui 36°. Per mantenere questa temperatura le api devono raffreddare l’alveare utilizzando la ventilazione e l’umidificazione. Il nettare serve quindi alle api termoregolatrici così come carburante per le api in volo. Di conseguenza le api consumano le scorte invernali se la stagione estiva si prolunga e la famiglia potrebbe arrivare alla fine delle scorte precocemente.

Per questo gli apicoltori intervengono col nutrimento artificiale per tenere in vita alveari. Naturalmente non bisogna esagerare perché le api hanno già raccolto, devono solo riuscire a non intaccare le scorte prima dell’arrivo della stagione fredda. Lo sciroppo che viene somministrato alle api, sostanzialmente, non serve per essere stoccato ma è alimento che viene sfruttato in breve tempo. In alternativa, per aumentare le scorte invernali, si utilizza il candito (operazione che inizieremo tra circa due settimane). Lo sciroppo che stiamo utilizzando è fatto in casa ed ha come ingredienti acqua, zucchero e succo di limone. Perchè limone? Semplice. Le api trasformano il saccarosio (disaccaride chiamato comunemente zucchero) in glucosio e fruttosio e l’unico elemento che favorisce la trasformazione è l’acido citrico senza il quale le api non sfrutterebbero a pieno il nutrimento.

Stiamo lavorando per invernare le api, l’ultima visita svolta in apiario si potrebbe definire come operazione di preinvernamento. Pochi giorni fa abbiamo ispezionato in profondità l’alveare per raccogliere più dati possibili sullo stato di salute. L’interesse maggiore, evidentemente, è rivolto alle scorte invernali. E dato che ogni famiglia ha una vita a se, non tutte avevano pari numero di scorte. Abbiamo quindi proceduto al pareggio.

Se prima l’arnia Bianca conteneva 5 favi di scorte e 3 di covata, ora ne ha 3 di scorte e 4 di covata. La Bianca ha ceduto un favo di scorte all’arnia Blu in cambio di un favo di covata. L’altro favo di scorte è stato trasferito nel nucleo in legno, senza aggiungere altri favi alla Bianca. In sintesi l’arnia Bianca ha 3 favi di scorte e 4 di covata; l’arnia Blu ne ha 3 di scorte e 5 di covata; l’arnia in legno non dipinto ha 3 favi di covata e 3 di scorte. Possiamo supporre che tutte le famiglie hanno scorte a sufficienza per superare le avversità dell’inverno. Ma dobbiamo comunque continuare ad alimentarle per evitare mancanze. Ora, per vedere il risultato di queste operazioni dobbiamo attendere la primavera prossima. Ma non crediate che api e apicoltori se ne stiano con le mani in mano nei mesi freddi.

Grazie a tutti coloro che ci hanno aiutato in questi mesi estivi

Antonio
Progetto URBEES (save the bees to save youself)

2 pensieri su “Aspettando l’autunno

  1. Matteo Baldo

    ciao sono un educatore che lavora a mirafiori sud e avrei bisogno di sapere se le attività di miraorti o semplicemente lo spazio che c’è a disposizione è fruibile da me e dal ragazzino che seguo, che abita in via artom. grazie in anticipo dell’aiuto. ciao!

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  2. miraorti

    Ciao Matteo,
    lo spazio dell’orto collettivo e in parte l’orto di Elvira sono assolutamente fruibili, anzi sono nati proprio per questo.
    Manda una mail a miraorti[chiocciola]gmail.com che ti do i dettagli e organizziamo una visita.

    A presto
    Stefano

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