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La Crapaudine, Nantes/1

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Quest’estate, come sapete, per conto di Miraorti sono andato a visitare orti e parchi agricoli in giro per la Francia, tra le mete Nantes dove, grazie ad una conoscenza agli Spazi Verdi ho avuto un trattamento speciale. Sono stato ricevuto come una delegazione estera dalla gentilissima Marie France Ringeard, sociologa che si occupa di orti urbani per città di Nantes, che mi ha accompagnato a visitare alcuni tra i più importanti interventi sugli orti urbani.

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Prendiamo una Panda della città di Nantes e cominciamo il nostro giro, nel tragitto Marie France mi racconta che gli orti urbani (jardins ouvriers) negli anni 60-70 erano quasi scomparsi dalla città. Con l’avvento della modernizzazione e l’arrivo dei supermercati lavorare la terra e coltivare le proprie verdure era cosa malvista, quasi disdicevole. I jardins ouvriers, diffusi in tutte le città industriali a partire dalla fine dell’800, che costituivano un sostegno alimentare per le famiglie più modeste erano diventati un simbolo della condizione operaia che grazie al nuovo benessere si voleva dimenticare. Un altro fattore della loro scomparsa fu la crescente urbanizzazione che prese il posto di molti orti.

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Le cose cambiarono con la crisi petrolifera degli anni ’70. Nel dibattito politico si torno a parlare di orti come strumento per lottare contro la precarietà e per creare nuove forme di solidarietà nei quartieri popolari. Negli anni 80 le prime realizzazioni, la Contrie (che vedremo più avanti) segna il ritorno degli orti che non verranno più chiamati jardins ouvriers (orti operai) ma jardins partagés (orti condivisi) o jardins familiaux (orti famigliari).

Oggi Nantes mette a disposizione dei suoi cittadini 1000 orti per una popolazione di 300 000 abitanti (Torino 300 per una popolazione di 900 000 abitanti).

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Arriviamo alla Crapaudine dove siamo accolti da un giardiniere della città che si occupa di compostaggio e orti didattici, ci mostra le compostiere e la loro tecnica per compostare grandi quantità di rifiuti organici del quartiere (Nantes non è dotata di raccolta differenziata per l’umido. Il compost viene fatto volontariamente a scala di quartiere nei parchi e giardini). Ci mostra le aiuole didattiche, con l’immancabile orto a lasagna che in questo momento è di gran moda in Francia, e il toilet-compost.

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Il parco è stato disegnato dallo studio di progettazione interno al comune secondo il modello del parc-potager. Quello che colpisce di più è la generosità degli spazi pubblici, non ci troviamo infatti in una zona riservata agli orti ma in un parco con degli orti integrati nel disegno complessivo. Un grande prato centrale struttura lo spazio, intorno ci sono gli orti a cui si accede grazie a camminamenti molto ampi che permettono di passeggiare agevolmente apprezzando le belle aiuole coltivate. Le aiuole degli orti sono ben visibili grazie alle recinzioni semitrasparenti. Ci sono delle aree gioco per i bambini, tavoli per il picnic e alberi da frutto piantati nelle zone comuni per sottolineare la vocazione produttiva del parco.

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La città è molto attenta ad un approccio ecosostenibile e anche qui lo si può notare dall’attenzione posta sul consumo dell’acqua. Le superfici erbose non sono verdi ma secche, com’è normale nel mese di luglio, e la recuperazione dell’acqua piovana dai tetti dei capanni è molto diffusa nonostante ci sia acqua corrente per annaffiare. L’acqua per annaffiare non è però individuale, c’è una presa d’acqua per più orti e l’uso del tubo di gomma non è consentito. Per evitare inutili sprechi si annaffia solo con l’annaffiatoio.

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Su Flickr trovate l’album completo

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