Archives for the month of: settembre, 2011

miraorti compare nella guida L’altra TORINO nella bellissima sezione su Mirafiori che offre una lettura del quartiere molto lucida, fedele e priva di retorica. L’orto collettivo di quartiere realizzato da miraorti è una tappa dell’itinerario che parte dal Castello del Drosso e arriva sino alle case FIAT.

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La guida L’altra TORINO, 24 centri fuori dal centro è stata scritta da Edoardo Bergamin, Daniela Garavini, Marco Magnone, Fabrizio Vespa. Pubblicata da Espress Edizioni
. La trovate oggi in allegato con LA STAMPA al conveniente prezzo di 9,90€ anziché 15,90€.

Due referenze molto importanti sul tema dei parchi agricoli sono il Parc du Sausset nelle regione parigina e il Parc de la Deûle a Lille. Non sono stati visitati di recente ma ecco comunque una breve descrizione e qualche immagine.

Parc de la Deûle

Parc de la Deûle 3

Il parco ha un’area di influenza di 2000 ettari, è stato creato grazie alla volontà politica di dotare l’agglomerazione urbana di Lille di un grande spazio verde composto da zone naturali e zone agricole con il fine principale di salvaguardare le risorse idriche che si trovano in prossimità dei campi agricoli. Data la sua grande estensione non si tratta di un parco urbano circoscritto in precisi limiti ma piuttosto di un insieme di aree periurbane composto da ex zone industriali, boschi, campi agricoli e acquitrini che si sviluppano intorno al canale della Deûle.

Parc de la Deûle 2

Gli spazi sono organizzati secondo 3 tipi di paesaggi:
-”natura ritrovata” le zone industriali riconvertite in spazi naturali
-”natura addomesticata” tesse il legame tra la città e la campagna
-”natura sognata” giardino-mosaico ispirato dalla diversità delle colture locali

Qui l’agricoltura minacciata dall’espansione urbana è stata integrata nel tessuto periurbano per diventando la componente paesaggistica del parco, al di là della sua funzione economica primaria.

Parc de la Deûle

Per assicurare la coerenza del parco nel tempo, una carta delle trasformazioni è stata stabilita per i diversi soggetti coinvolti : agricoltori, giardinieri, animatori. La carte definisce le regole per questioni quali le recinzioni dei terreni agricoli, il mobilio, i viali e gli usi.

Parc de la Deûle 1

Il parco è stato disegnato da Jaques Simon, il progetto è stato redatto tra il 1996 e il 1999 e nel 2011 sono stati inaugurati i primi 400 ettari.

Parc de Sausset

Un altro parco interessante è il Parc de Sausset a Aulnay e Villepinte dove, più che nel registro della conservazione del paesaggio agrario, si è in quello della creazione.

Parc de Sausset, plastico

A partire da 200 ettari di agricoltura intensiva di cereali è stato creato un parco urbano articolato in quattro scene vegetali: la foresta, il bocage, il lago e le zone umide, e una parte in prossimità dell’abitato disegnata nel linguaggio del giardino cittadino.

Corajoud-parc-Sausset-30

La parte che ci interessa di più è quella del bocage termine che indica l’organizzazione preindustriale delle campagne francesi attraversate da siepi campestri sul limite delle proprietà. Al Parc du Sausset 47 ettari sono stati strutturati da queste siepi bocagères . Le siepi oltre a frenare il vento e proteggere le colture costituiscono un importante riserva per la biodiversità in quanto accolgono la vegetazione spontanea e offrono riparo a molte specie animali come piccoli mammiferi e uccelli. Sono costituite da alberi di grandi dimensioni intrecciati come frassini, querce, sorbi, ciliegi o da piccoli alberi e arbusti quali carpino, nocciolo, acero campestre, biancospino, rose canine, lillà e rovi. Spesso piantati su terrapieni.

Corajoud-parc-Sausset-36

Le siepi racchiudono pascoli, prati per la fienagione e colture di antiche varietà di mais, grano, orzo e girasole. Parte del raccolto viene lasciato agli uccelli e ai piccoli roditori.

Corajoud-parc-Sausset-31

Il Parc du Sausset è stato disegnato da Michel e Claire Corajoud, i lavori sono cominciati nel 1980 e non sono ancora terminati.
Per ulteriori approfondimenti si consiglia questa scheda tecnica in italiano a cura dell’Università degli studi di Parma.

Corajoud-parc-Sausset-34

Le foto del Parc du Sausset provengono dal sito di Michel Corajoud; quelle del Parc de la Deûle dalla mostra La ville fertile conclusasi il 24 luglio 2011 alla Cité Chaillot a Parigi.

INIZIATIVA NELL’AMBITO DI “PULIAMO IL MONDO 2011″
SABATO 24 SETTEMBRE 2011


Nuovo appuntamento per “Puliamo il Sangone”, iniziativa realizzata nell’ambito di “Puliamo il Mondo”, edizione italiana organizzata da Legambiente di “Clean Up The World”, il più grande appuntamento di volontariato ambientale a livello mondiale.

L’evento, giunto alla sua terza edizione si svolgerà SABATO 24 SETTEMBRE 2011 e vedrà anche quest’anno la partecipazione di otto comuni partner (Beinasco, Moncalieri, Nichelino, Orbassano, Piossasco, Rivalta, Torino e Trana) insieme al Parco del Po Tratto Torinese, ai Vigili del Fuoco e a numerose associazioni di volontari, che si uniranno ai cittadini nello sforzo verso un mondo più pulito.

Ritrovo sul sito di Torino presso il parcheggio centrale di C.so Unione Sovietica angolo Strada del Drosso alle ore 9:00
Alle 12:30 ci sarà un ritrovo a Beinasco presso l’ex Chiesa Santa Croce in Piazza Alfieri con rinfresco e incontro con la stampa.

Trovate tutte le informazioni sul sito della Provincia di Torino

Alla Maison Radieuse di Rezé molti dei servizi comuni previsti da Le Corbusier non ci sono più. La posta non c’è più e anche il panetteria si è spostata più in città. La scuola marterna sul tetto è rimasta chiusa per un breve periodo ma poi grazie alle lotte degli abitanti delle 294 unité d ‘habitation è stata nuovamente riaperta. In contro tendenza è invece l’orto collettivo realizzato all’interno del parco in cui l’immobile è immerso. L’orto è stato realizzato due anni fa, ospita oggi una cinquantina di aiuole individuali ed è in continua espansione.

Maison Radieuse, Rezé Maison Radieuse, Rezé 1 Maison Radieuse, Rezé 2 Maison Radieuse, Rezé 3 Maison Radieuse, Rezé 8 Maison Radieuse, Rezé 7 Maison Radieuse, Rezé 6 Maison Radieuse, Rezé 5 Maison Radieuse, Rezé 4

I condomini hanno avviato diverse iniziative legate alla sostenibilità. Sono stati i primi a Nantes a fare del compostaggio con i rifiuti organici di tutto l’immobile e da qualche anno, grazie a ECOS, hanno una moneta interna, il pecos per favorire gi scambi quotidiani tra abitanti.

Le associazioni che gestiscono gli orti urbani organizzano regolarmente delle feste, delle manifestazioni culturali e dei mercatini accompagnati di solito da pic-nic, spettacoli e attività per i bambini.
Questi mercatini sono l’occasione per scambiare semi, talee, piante da orto, piante d’appartamento, utensili, vasi, libri e riviste di giardinaggio.

Ecco alcune delle locandine dei troc’plantes e vide jardin (mercatini delle piante) organizzati negli ultimi anni a Nantes con il sostegno del Verde Pubblico.

Troc de plantes à Nantes Troc de plantes à Nantes 2 Troc de plantes à Nantes 3 Troc de plantes à Nantes 4 Troc de plantes à Nantes 5 Troc de plantes à Nantes 6 Troc de plantes à Nantes 7 Troc de plantes à Nantes 8 Troc de plantes à Nantes 8 Troc de plantes à Nantes 9 Troc de plantes à Nantes 10

A Nantes uno dei mezzi per uno sviluppo sostenibile della città è quello di creare aree coltivabili nel tessuto urbano. Addossati agli spazi verdi o lungo i corridoi ecologici, questi spazi coltivati favoriscono la biodiversità in città arricchendo la flora e offrendo un rifugio per la fauna, oltre ad avere un’importante funzione sociale. Per questi motivi nei nuovi eco-quartieri sono sempre previsti anche degli orti.

Ne abbiamo visitato uno, la Zac Bottière Chenaie, dove agli spazi verdi è stata data molta importanza. Si tratta di un quartiere misto di case popolari, ediizia convenzionata e edilizia normale, come potete vedere dalle foto la qualità architettonica è molto alta.
Il progetto paesaggistico è dell’Atelier De Paysage Bruel Delmar.

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Bottière Chenaie 17 Bottière Chenaie 19 Bottière Chenaie 5 Bottière Chenaie 7 Bottière Chenaie 6 Bottière Chenaie 8 Bottière Chenaie 10 Bottière Chenaie 11 Bottière Chenaie 12 Bottière Chenaie 4 Bottière Chenaie 13 Bottière Chenaie 15 Bottière Chenaie 16 Zac Bottière Chenaie 1

Grande cura è stata posta ai capanni: di grandi dimensioni, provvisti di pergola, compostiere e recuperazione dell’acqua piovana. Per quanto riguarda l’approvvigionamento in acqua c’è un doppio sistema: recuperazione di acqua piovana e acqua di falda grazie ai pozzi provvisti di pompa eolica che fanno risalire in alto l’acqua in una cisterna e la redistribuiscono nei serbatoi dei capanni adiacenti.
Il costo per ogni orto comprensivo di capanno, recinzione e messa in opera è stato di 14 000€ contro la spesa media di un orto normale di 9 000€.
Ci sono dei bagni comuni, toilet compost a cui si accede con una chiave, e un grande tavolo per i pic-nic.

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Alcuni orti preesistenti, come si può vedere da questa foto, sono rimasti e sono una sorta di ibrido tra quelli nuovi (cisterne e recinzioni) e quelli vecchi (accesso carrabile e capanno).

Su Flickr trovate l’album completo

Segue da La Crapaudine, Nantes/1
Le Jardinet 1 Le Jardinet Le Jardinet 3 Le Jardinet 4 Le Jardinet 2

Proseguiamo la visita e andiamo a vedere un piccolo orto collettivo, le Jardinet, realizzato in occasione del rifacimento degli spazi pubblici in un quartiere HLM (case popolari). Oltre al giardino con giochi per i bambini e panchine per la sosta è stato realizzato un piccolo orto collettivo, dove tutti i martedì pomeriggio ci si ritrova per degli atelier di giardinaggio per adulti e bambini. Le attività sono realizzate da ECOS dei professionisti di sviluppo locale che si occupano di dinamizzazione sociale. Durante la visita incontriamo anche un gruppetto di ragazzini che mi chiedono di essere fotografati, gli dico che potranno andare a vedersi sul blog.

Ci spostiamo a vedere il giardino della Médiathèque molto vicino al centro storico in un quartiere benestante dove i prezzi delle case sono alti. Gli abitanti hanno fatto richiesta di un posto dove coltivare vicino a casa, individuando come area il giardino annesso alla mediateca, una piccola area verde riparata. Il comune accetta la proposta, nell’arco di tre mesi toglie le piante ornamentali e porta del compost, dimostrando una grande capacità ricettiva. La flessibilità organizzativa e il dialogo tra i diversi settori comunali permettono di facilitare e appoggiare iniziative di appropriazione urbana. In tempi brevissimi l’orto è stato realizzato, con vantaggio dei cittadini e del comune, che oltre all’intervento straordinario di espianto, avrà un’area in meno da gestire. L’orto viene chiamato pa-potager gioco di parole tra papoter (chiaccherare) e potager (orto) per sottolineare la aspetto ricreativo e inclusivo del luogo.

pa-potager 2 pa-potager

Andiamo alla Cointrie dove facciamo un giro veloce prima di andare alla Fournillère dove raggiungeremo un’altra delegazione. La Cointrie è importante storicamente perchè è statà la prima area in cui sono stati rilanciati gli orti urbani. 63 orti realizzati nel 1980, da quel momento il numero di orti urbani nella città non farà altro che crescere arrivando oggi a 950 orti distribuiti in 24 siti su 23 ettari, gestiti da 16 associazioni. La Cointrie ha di interessante di aver mantenuto i grandi alberi preesistenti, di avere bordure fiorite lungo i viali di accesso, bagni comuni, il tavolo collettivo per le feste e il campo da bocce. Marie France viene subito intercettata dal responsabile degli orti, le dice che gli ortolani sono sempre più aggressivi e che ha intenzione di dare le dimissioni. Quest’anno a causa della siccità che ha colpito la Francia in primavera i pozzi non si sono riempiti, c’era poca acqua, faceva sempre più caldo e gli ortolani lottavano per averla sfogando la propria ira sul povero responsabile. Marie France lo ascolta e fissano una riunione in comune dove ne parleranno più approfonditamente.

La Contrie 2 La Contrie 1 La Contrie 7 La Contrie 8 La Contrie 6 La Contrie 5 La Contrie 3

La Fournillère invece è un intervento realizzato subito dopo negli anni 90. Appena entrati un ortolano ci invita ad entrare per farci vedere i danni causati di un intrusione notturna che gli ha danneggiato la recinzione e delle rape. A volte ci sono dei problemi di coabitazione tra chi usa il parco e chi coltiva, non c’è chiusura serale, il parco è sempre aperto e di notte, quando c’è meno controllo sociale, possono capitare degli atti vandalici da parte di “ragazzi che non hanno meglio da fare”, come educatamente li chiama l’ortolano. Questo intervento fa parte anche lui della categoria dei parc-potager ed è molto interessante perchè si tratta di una riconversione o istituzionalizzazione di orti spontanei preesistenti (o illegali o abusivi che dir si voglia). La trasformazione ha favorito la presenza di spazi pubblici generosi ma ha mantenuto la configurazione originale. Gli orti sono di dimensioni variabili e di forme irregolari, gli alberi da frutto e le rose sono stati mantenuti. Ma la cosa più interessante è che quest’area è stata oggetto di uno studio sociologico da parte di Elisabeth Pasquier che ne ha accompagnato il processo di trasformazione. Le sue ricerche sono state oggetto di una pubblicazione: “Cultiver son jardin” di cui parleremo approfonditamente in un prossimo post.

Al termine della visita ci accoglie un generoso rinfresco offerto dalla città e preparato da un gruppo di giovani coltivatori che oltre a coltivare fanno anche un servizio di catering. Incontriamo gli ortolani membri dell’associazione bevendo un bicchiere di Muscadet nella bella luce del tramonto.

la Fournillère 15 la Fournillère 19 la Fournillère 20

Qualche dato: gli orti municipali sono gestiti attraverso una convenzione tra la città e le associazioni, con l’ausilio di una Carta, un regolamento interno e un statuto.
Le associazioni sono le responsabili delle aree e si occupano di:
-raccogliere le quote annuali e trasferirle al comune
-applicare il regolamento
-accogliere i nuovi iscritti
-fare almeno una festa all’anno in cui si aprono le porte degli orti e si invita il quartiere
-riprendere chi non coltiva

Le condizioni per essere iscritti nelle liste di attesa sono:
-essere residente nella città
-non possedere già un giardino

I costi medi sono di 16€ di affitto all’anno al comune e 45€ per un anno di iscrizione all’associazione.
L’attesa media per ottenere un orto è di 3 anni.

Per maggiori informazioni si rimanda al sito degli Spazi Verdi di Nantes

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