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Incontro con Antoine Quenardel

La tesi di Antoine ci è così piaciuta (soprattutto per la metodologia, analoga a quella di Miraorti), che abbiamo deciso di incontrarlo. Discutendo con la bibliotecaria scopro che è amico di amici, lo contatto e il giorno dopo vado a trovarlo nel suo studio nell’11éme arrondissement.

Racconto ad Antoine di Miraorti e lui racconta di una serie di progetti che ha seguito negli ultimi anni e che per il lavoro sul campo e il coinvolgimento degli abitanti, possono fornire degli utili spunti al nostro percorso.

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Morsang/Orge
Un gruppo di privati cittadini aveva fatto richiesta al comune per avere degli orti da coltivare. Per trovare il luogo adatto, le trattative per l’acquisizione del terreno e la realizzazione degli orti; l’amministrazione sapeva che i tempi sarebbero stati lunghi. Per evitare che gli aspiranti ortolani si perdessero d’animo, Antoine sarà incaricato dal comune di Morsang sur Orge di svolgere un lavoro preliminare alla creazione degli orti.

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Questi cittadini fino a quel momento si erano sempre incontrati al chiuso per discutere della possibilità di avere un orto. Una delle prime azioni è stata quella di accompagnarli alla scoperta del loro territorio e sensibilizzarli agli aspetti ecologici. Viene realizzato un erbario, le piante vengono fotocopiate e affisse su uno dei quattro pannelli per le affissioni elettorali prestati dalla città. Sul secondo affisse ricette per cucinare utilizzando la flora spontanea, sul terzo consigli di giardinaggio e sul quarto le foto delle attività + bacheca a disposizione dei cittadini.

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Durante questa attività di confronto e conoscenza individuano un’area che può essere utilizzata temporaneamente per un orto collettivo, cominciano a coltivare e in questo modo arrivano a definire in maniera collettiva l’organizzazione degli spazi e le varie funzioni che i futuri orti dovranno svolgere. Alla fine del percorso in pochi vorranno ancora un orto individuale, mentre la maggior parte vorrà continuare a coltivare su uno spazio condiviso.

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Alla fine del percorso durato 4 anni verranno realizzati gli orti con un prato centrale in comune, un frutteto collettivo, una piazza per le attività, una tettoia per consumare i pasti e per fare laboratori, bordure di aromatiche comuni lungo i percorsi, compostiere e ricovero per gli attrezzi di grosse dimensioni usati in comune. Il percorso preliminare ha ben funzionato, unica pecca è stata che il comune ha utilizzato poi forniture dozzinali per i capanni e le recinzioni. E che non sia stato creato un posto di animatore per la gestione e programmazione di attività collettive con la conseguenza che gli spazi comuni non sono utilizzati al meglio delle loro possibilità.

Ecobox
Progetto sviluppato con AAA (gli stessi del 56 st. blaise)
Orto/giardino sviluppato su più livelli con materiale di recupero (pallet), realizzato in una prima versione nel 18°ème, ecobox si è già spostato 3 volte. E’ un giardino nomade nel senso che occupa temporaneamente spazi abbandonati in attesa di essere urbanizzati. Struttura su ruote pensata per essere spostata provvista di cucina, atelier e biblioteca.

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Cité HLM con Petit Bain
In un complesso di case popolari, dove nessuno li aspettava e dove c’è solo cemento, è stato concepito un intervento per favorire reti sociali tra gli abitanti che nel quartiere hanno la tendenza a parlarsi poco o niente. Per ogni appartamento (senza balconi) sono state offerte delle fioriere da appendere alle finestre. Le fioriere sono state piantate durante dei laboratori svolti con i bambini. La sola regola del gioco è che ogni abitante deve andare dal suo vicino di sopra e affianco e posizionare dei tiranti, forniti con le fioriere, in modo tale che le piante rampicanti possano svilupparsi sull’intera facciata. E stato un tentativo, in parte riuscito, per creare o migliorare rapporti di vicinato.

Consigli: il Parc des Lilas secondo Antoine è uno degli esempi più riusciti e completi: ha un ottima programmazione, è un luogo frequentato e amato, ci sono orti regolamentati di diverse epoche, ha una gestione sofisticata, è un luogo dove si sperimenta, ci sono api e una fattoria e soprattutto è un luogo che evolve continuamente, non è immobile. E’ stato fatto un ottimo lavoro sui limiti e sulla segnaletica, cosa che dà coerenza e riconoscibilità a un parco esteso e discontinuo. Presto un post sul Parc de Lilas.

Asino al Parc de Lilas

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