61

Mirafiori: dov’è il Sangone?/2

segue dal post precedente

Mirafiori 6-10-2010 6

L’odore di uva fragola è dappertutto, Marie non ne ha mai mangiata, un ortolano ce ne regala un grappolo, continuiamo il nostro giro sputacchiando semini.
Per raggiungere il fiume siamo obbligati a fare una lunga deviazione per aggirare l’Alenia che non si sa bene per quale motivo per testare i suoi motori abbia avuto bisogno di collocarsi nel letto del Sangone.

Finalmente il torrente

Mirafiori 6-10-2010 10 Mirafiori 6-10-2010 11 Mirafiori 6-10-2010 12

Ci avviciniamo al torrente, il rumore delle auto si fa sempre più forte, si intravede il muro della tangenziale che per 800 metri costituisce la sponda sinistra del Sangone, maldestro intervento di ingegneri degli anni ’60 troppo persuasi dal progresso e dal funzionalismo per prendere in considerazione altri parametri.

La passeggiata è molto confortevole, camminiamo su una passatoia di prato sintetico per attività sportive, seguiamo la linea gialla. Sembra di stare in un giardino inglese, “prato” tosato e splendido mixed border illuminato dalle ultime fioriture di enotere e dalla vite vergine infiammata. Alla nostra destra si apre un varco e finalmente dopo più di cinque chilometri di cammino arriviamo all’acqua, il contrasto tra la presenza grafica del muraglione e la rigogliosa vegetazione fluviale è molto potente, non privo di una sua bellezza.
Mi sento un po’ il cicerone della situazione, voglio essere onesto ma anche mostrare il meglio a chi arriva da oltralpe.

Mirafiori 6-10-2010 8 Mirafiori 6-10-2010 9Mirafiori 6-10-2010 7

Cascata

Andiamo alla cascata, seguiamo il sentiero rivestito con scampoli di moquette, trapunte di Barbie e vecchi tappeti, il fragore della cascata è tale che si riesce appena a sentirsi. Si tratta di un scarico industriale, che non puzza, probabilmente acqua usata solo per il raffreddamento. Il salto sarà di una decina di metri, la portata è impressionante.
L’ammiriamo risalendo al terrazzo alluvionale. Le zanzare ci stanno mangiando, acceleriamo il passo. Due soste sono ancora necessarie: una al campo di tralicci posto in posizione di belvedere sul torrente, animato da una serie di monumenti involontari giganteschi che rompono il rapporto di scala incontrato finora; l’altra, per chiudere in bellezza, sino al canyon.
Subito vicino ai tralicci c’è un piccolo passaggio che, tramite una serie di piccoli e stretti gradini improvvisati, discende nel solco tracciato dalla millenaria azione erosiva del Sangone.

Canyon

Il salto di quota sarà anche qui di una decina metri, si procede camminando fianco ad una parete di sedimenti scolpita dall’acqua. Al fondo della discesa aggiriamo un pezzo di terrazzo alluvionale che staccatosi dalla parete ha creato una sorta di isola.
Come una sorta di folie in un parco pittoresco, la superficie ricorda quella miscela di ciottoli e cemento di cui sono fatti molti arredi nei parchi tardo ottocenteschi.
Lungo la parete a strapiombo che segue il torrente si possono ammirare i diversi orizzonti di depositi fluvioglaciali, stratificazioni orizzontali di diverso colore e granulometrie.

Chalet

Soddisfatti torniamo indietro, attraversiamo ancora degli altri orti e andiamo a prendere il 63. Diversi sono quelli abbandonati, forse di ortolani ormai troppo vecchi per prendersene cura. Un ragazzo ci chiede chi stiamo cercando, gli rispondiamo che stiamo solo passeggiando. Anche noi avremmo delle curiosità, vorremmo sapere cosa ci fa in uno chalet svizzero a Mirafiori Sud. Del precedente orto non è rimasto neanche un filo d’erba, tutta la superficie è stata pavimentata, solo quattro vasi vuoti di cemento neobarocchi evocano la presenza di piante. Ci dice che l’abitazione è dotata di tutti i comfort, bagno (scaricherà dove?) e televisore al plasma.

Mirafiori 6-10-2010 13

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *